di Longinos Nagila
Il Summit del G8

Sicurezza miliardaria e false promessedi Longinos NagilaIl Summit del G8![]() Nel 2010, a Toronto, si sono tenuti i summit del G8 e del G20, con in agenda le questioni cruciali che affliggono i Paesi del Terzo Mondo. Molti hanno pensato che il summit avrebbe portato l’attenzione sui problemi affrontati dal Terzo Mondo. Si è discusso dello sviluppo internazionale, di dare stabilità alle banche, di combattere il deficit crescente, di sicurezza globale e di cambiamenti climatici. Il meeting ha avuto per titolo RECOVERY AND NEW BEGINNING (RIPRESA E NUOVO INIZIO). Creato dopo la crisi economica asiatica del 1999, il G8 fu formato da 8 Paesi Sviluppati, che avevano promesso di assistere il Terzo Mondo nel risolvere i propri problemi, tra cui gli aiuti economici, la riduzione della povertà, istruzione, sanità, sicurezza del cibo e dell’acqua. Ma dieci anni dopo, nessuna di queste promesse è stata mantenuta. Rimane la domanda, quanto si impegnano i leader del mondo sviluppato, nei confronti degli obiettivi di sviluppo del millennio? Questi obiettivi sono rimasti incompiuti, ed i Paesi del Terzo Mondo continuano a patire nella distruzione. Sebbene alcuni fondi siano stati stanziati per alcuni progetti, alcuni di questi non sono piú operativi né sostenuti. Gli obiettivi di sviluppo del millennio rimangono un sogno inverosimile, che mai potrebbero diventare realtà. L’intero processo è stato definito fragile ed irregolare. Un tempo queste promesse avevano un ascendente sui Paesi del Terzo Mondo, oggi le cose sono cambiate, e la gente si è resa conto che queste promesse sono state fatte senza alcuna responsabilità. Abitazioni e povertà: i bassifondi e le favelas Mentre l’Africa ancora attende la realizzazione delle promesse, si stima che quasi un miliardo di gente vive nei bassifondi, e che nei prossimi 30 anni il numero raddoppierà. I bassifondi offrono una casa alle persone che sarebbero state senzatetto. Sebbene le condizioni di vita non siano favorevoli, la gente continua a sopravvivere sperando che un giorno le cose possano cambiare. I pochi privilegiati possono avere strutture fatte di materiali diversi, tra cui il piú comune è il fango. Non molesterai il forestieroAll'attenzione di coloro che sono sensibili al problema della giustizia e della verità, per quanto dura essa sia, proponiamo questa analisi di P.Alex Zanotelli, missionario Comboniano, sulla questione degli immigrati in Italia… Non dimentichiamo che saremo giudicati dalla storia oltre che da Dio. Non molesterai il forestiero né lo opprimerai Con gioia ho accettato di scrivere una breve prefazione per questo importante studio sui diritti dei migranti. È importante perché esce in un momento tragico per gli immigrati in Italia, e perché scritto da un gruppo di studiosi, operatori, giornalisti che collabora con la cattedra di bioetica interculturale della prestigiosa Università degli Studi di Napoli L'Orientale. Mi sento in profonda solidarietà con quanto sostenuto in questo lavoro. Non è facile oggi, con il clima repressivo che domina e con il razzismo leghista che trionfa, uscire con un volume simile.
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 18 Giugno 2010 10:15 )
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La mia solidarietà, prima di tutto, a quanto si è voluto scrivere, all'indomani dei fatti di Rosarno. Rosarno è diventata, a livello internazionale, il simbolo di come l'Italia tratta gli immigrati. Infatti, "Rosarno ha rappresentato una sconfi tta sociale - come hanno dichiarato con un comunicato stampa i Gesuiti italiani - ed ha rappresentato una sconfi tta ben più grande, nel momento in cui gli immigrati, allontanati in tutta fretta, sono stati abbandonati a loro tessi, scaricandoli alle strutture caritatevoli. Coloro che oggi saranno colpiti dai provvedimenti di espulsione, sono i più fragili tra i fragili. Una situazione di ingiustizia dopo lo sfruttamento subito". Ed è una storia, questa, che viene da lontano. A livello sociale, da un razzismo italiano strisciante che ora esplode con tutta la sua virulenza. Un razzismo utilizzato a scopi di propaganda dalle forze politiche di sinistra e di destra. Il mio lavorodi Longinos NagilaNon ho mai pensato che il mio defunto padre influenzasse la mia vita allo stesso modo degli altri padri. Forse perché non ho visto ciò che mio padre è stato in passato, ma mi sono concentrato su ciò che avrei ereditato da lui. |
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